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Diario del J8

Il diario dell'esperienza dal 2 al 9 giugno del 2007

2 giugno
3 giugno
4 giugno
5 giugno
6 giugno
7 giugno
8 giugno
9 giugno


Visita 

il sito ufficiale: summit j8 

il sito in italiano: summit j8

I Vincitori 2007 della scuola media

Ecco la squadra italiana!

Le proposte 

in Italiano
in Inglese

Ecco l’esperienza raccontata direttamente dai ragazzi:

2 giugno

"Siamo partiti con l’aereo da Linate e siamo arrivati a Berlino, dove noi, i vincitori del concorso J8, abbiamo fatto conoscenza con i quattro membri della delegazione italiana scelti dal ministero della Pubblica Istruzione tramite le Associazioni degli studenti, e con i gruppi inglese e francese. Dopo aver preso il pullman per fare i circa 250 chilometri che ci separavano da Wismar, piccola cittadina sul Mar Baltico, abbiamo preso posto sullo spettacolare vascello Dar Mlodziezy.
Eccitati, abbiamo cominciato a fare conoscenza con i partecipanti e lo Staff che ci ha spiegato dove era la nostra sistemazione. Entrati nella stanza siamo rimasti un tantino spiazzati perché, seppur convinti che una nave non sia un hotel a 4 stelle, non avremmo mai immaginato di finire sistemati stretti in camerate da venti. Rassegnati alla condizione abbiamo "cenato" (il cibo non era dei migliori) e siamo andati a letto.

3 giugno

La mattina dopo ci siamo vestiti "eleganti ma non troppo", come suggeriva il programma giornaliero, e siamo andati al Tecnology Center per assistere alla cerimonia d’apertura dove hanno partecipato varie autorità del governo tedesco e dell’amministrazione locale, come per esempio il borgomastro di Wismar, una signora molto accogliente che ha contribuito con la sua cordiale presenza a rendere positivo il nostro soggiorno. Quindi gli organizzatori ci hanno fornito tempere colorate con le quali abbiamo lasciato le impronte delle nostre mani su una lunga tela e siamo usciti facendo volare dei palloncini con la scritta J8 e con le nostre aspettative rispetto ai temi del J8. 

PallonciniPalloncini


Siamo poi andati alla Zeghaus, una volta l’arsenale degli Svedesi che nel ‘700 dominavano sulla città ed oggi utilizzata come biblioteca: qui abbiamo fatto la prima sessione plenaria, poi, divisi in piccoli gruppi, abbiamo scritto le nostre aspettative e quelle che ritenevamo dovessero essere le nostre regole di base.
Abbiamo poi pranzato "on the boat" e nel frattempo siamo passati a ritirare i nostri Wiki, piccoli, strambi computer poco intuitivi e assai difficili da utilizzare con cui per la verità siamo riusciti a fare assai poco.

Un Wiki computer

Dopo le foto di rito siamo partiti con la barca a fare un’escursione in mare: avevamo pensato che avremmo viaggiato a vela, mentre il veliero si è mosso a motore: peraltro i paesaggi erano davvero belli, perché abbiamo visto dal mare le isole e le zone pianeggianti di quest’area della Germania nordorientale.
Dopo aver assistito alle esercitazioni di salvataggio ci siamo divisi nei comitati di lavoro cioè il comitato dei media, dei cronisti, quello culturale e il comitato di valutazione e follow-up che hanno funzioni diverse. Abbiamo poi cenato e siamo andati a letto.

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4 giugno

Il giorno successivo siamo tornati alla Zeghaus e abbiamo discusso dello sviluppo economico dell’Africa, dopo la comunicazione tenuta da un esperto che affermava che il più grave problema dell’Africa era la mancanza di infrastrutture.
In quel mentre il problema delle lingue non era rilevante perché il sistema di traduzione era ottimo grazie alle cuffie e alla traduzione simultanea ma anche dopo, quando ci siamo divisi in gruppi di lavoro cercando di trovare proposte per risolvere il tema trattato, i traduttori ci hanno seguito e ci hanno tradotto tutto perfettamente; per il resto, con il nostro inglese e con il francese imparato a scuola ce la siamo cavata, tutto sommato abbastanza bene .
Dopo una breve pausa abbiamo trattato il tema HIV/AIDS ascoltando la testimonianza di una donna sudafricana che era sieropositiva, ma grazie alle cure ha potuto avere, per fortuna, un figlio sano, contrariamente a quanto spesso avviene in Africa dove l’AIDS è un vero flagello e miete molte vittime. Lei raccontava di quanto coraggio ci fosse voluto per farsi visitare dal medico e contrastare l’emarginazione e la segregazione in cui la popolazione tiene questi malati.
Ci siamo poi ancora divisi in gruppi di lavoro sempre cercando di trovare proposte per il tema trattato, prima l’AIDS, poi il tema dei diritti di proprietà intellettuale e della responsabilità sociale delle imprese.
Abbiamo poi pranzato alla Zeghaus e abbiamo successivamente discusso delle possibilità di influenzare il G8, dirette e indirette.

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5 giugno

Dopo questa prima fase di "rodaggio" sono iniziate le grandi occasioni: il 5 giugno siamo partiti per Berlino, vestiti di tutto punto, e siamo arrivati prima ad un centro congressi dove abbiamo ascoltato una relazione su riscaldamento globale ed efficienza energetica.
Poi è arrivato il momento più atteso: siamo partiti per la cancelleria dove, dopo innumerevoli controlli di sicurezza, abbiamo incontrato il cancelliere tedesco Angela Merkel con cui abbiamo avuto l’onore di poter fare alcune foto di gruppo.
Successivamente siamo entrati in una sala circolare, ci siamo seduti e abbiamo discusso, come da programma, con Angela Merkel facendole delle domande e delle proposte. L’abbiamo trovata molto sensibile al tema della salvaguardia dell’ambiente e delle energie alternative e molto disponibile e "amichevole" con noi.
Nella stessa occasione abbiamo potuto incontrare anche il famoso attore Roger Moore, lo 007 di tanti film, che lavora come ambasciatore per l’UNICEF.
Siamo poi tornati a Wismar facendo, col pullman, un breve giro turistico della città di Berlino.
Ma l’emozionante giornata non era ancora conclusa! La sera infatti siamo andati allo Zoo di Wismar, un grande e attrezzato parco ai margini della città, dove il borgomastro , l’affabile donna-sindaco che avevamo già conosciuto nella giornata di apertura, ci ha accolto, quasi commuovendoci per la sua cordialità e simpatia, con dei palloncini in mano e ci ha offerto un eccellente barbecue, poi abbiamo potuto godere dei giochi nel parco.
Abbiamo poi ballato siamo tornati alla nave molto carichi ed emozionati.

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6 giugno

Il giorno successivo abbiamo ascoltato altri relatori fra cui un uomo proveniente dalla Sierra Leone che era stato un bambino soldato durante la guerra civile in quel paese. Raccontava che gli ci era voluto del tempo per riprendersi dagli orrori della guerra e che poi era stato adottato da una famiglia americana. Tutto ciò lo ha raccontato anche in un libro che sta avendo un discreto successo nei paesi anglosassoni.
Abbiamo poi fatto una sessione plenaria il cui scopo era quello di controllare le prime bozze del documento finale il quale era stato elaborato dal comitato dei cronisti che avevano lavorato alacremente anche la sera tardi mettendo per iscritto i nostri confusi cartelloni con le proposte.
Elaborammo poi il documento decidendo insieme varie modifiche e il comitato dei cronisti si ritirò ad elaborarle.
Anche gli altri si divisero nei vari comitati ognuno dei quali aveva lo scopo di costruire un lavoro finale che era stato ampiamente rielaborato dal comitato dei media, il quale aveva prodotto parecchi notiziari giornalieri, e che consisteva in una presentazione del proprio paese per il comitato culturale mentre il comitato della valutazione aveva lo scopo di valutare questo J8.
Abbiamo poi visualizzato la seconda bozza e ne abbiamo deciso dei cambiamenti tutti assieme.
Dopo un breve rinfresco abbiamo poi visto il documento finale e ne abbiamo discusso delle modifiche. In effetti eravamo un po’ scocciati perché era tardi e avevamo fame mentre c’era gente che proponeva cambiamenti minimi come per esempio sostituire "aiuto" con "sostegno".
E' stato un lavoro veramente impegnativo: infatti bisognava discutere in inglese, la lingua ufficiale per poter comunicare tra ragazzi di diverse nazionalità, di temi molto complessi; nei lavori di gruppo erano uscite varie proposte ed ora si trattava di concordare tutto, ma proprio tutto, anche le virgole!
Ma alla fine i cambiamenti vennero accettati da tutti e tutti firmarono il documento.
A questo punto è stato avviato il lavoro di traduzione, ed ogni team ne doveva controllare la corrispondenza letterale rispetto a quanto discusso.
Tornammo poi alla barca e, dopo aver mangiato, notammo con piacere che era stata allestita sul ponte di poppa una discoteca, quindi ballammo scatenati per un po e poi andammo a letto stanchi ma eccitati.

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7 giugno

Il giorno successivo fu dedicato ai rappresentanti che dovevano incontrare i leader del G8 e presentargli il documento finale.

Il testo può essere letto anche nella versione italiana all’indirizzo:

http://www.j8summit.com/summit/summit_news.php?id=139

Infine ecco il grande momento: il 7 giugno i membri designati da ogni delegazione per andare ad Heilingendamm in sessione con i grandi del G8 - uno per ogni nazione del G8 ed un ragazzo della Tanzania in rappresentanza dei paesi in via di sviluppo - sono stati fatti salire in maniera spettacolare su tre elicotteri militari e portati nella sede del G8; le zone intorno ad Heligendamm, infatti, erano pericolose perché erano occupate da manifestanti.
Assistemmo tutti alla loro partenza con gli elicotteri offerti dalla "Polizei" tedesca e ci avviammo alla Zeghaus dove potevamo vedere in videoconferenza i nostri rappresentanti che incontrarono i leader del G8.
Vedemmo dapprima che i leader facevano foto e si avviavano in gruppo verso la sala destinata al meeting, poi i nostri compagni che incontravano i leader seduti ad una tavola rotonda in cui ogni rappresentante nazionale era a tu per tu con il proprio capo di stato. Il rappresentante dei paesi non G8 era seduto vicino al presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso.
Era bello vedere che i rappresentanti parlavano od in certi casi discutevano animatamente con i propri capi di stato.
Successivamente essi presentarono a loro, in diversi spezzoni, il documento finale elaborato da tutti noi i giorni precedenti e i leader fecero dei commenti. Era bello vedere come ascoltavano interessati il discorso e come acuti e intelligenti fossero i loro commenti. Il premier giapponese, per esempio, spiegò le politiche che avevano adottato nel suo paese e che, essendo il Giappone caldo e umido e quindi soggetto a un grande uso dei condizionatori comportando un grande utilizzo di energia, avevano cercato di imprimere alla popolazione "buone abitudini" per risparmiare energia. Per esempio avevano permesso l’utilizzo di abiti informali in ufficio per usare meno i condizionatori e chiesto alla popolazione di fare, per esempio, un minuto in meno di doccia al giorno.
In generale tutti i commenti erano interessanti ma poi i leader fecero delle domande ai giovani rappresentanti che risposero prontamente. Anche i giovani rappresentanti fecero domande ai leader e loro risposero senza scomporsi ed in modo intelligente.
Purtroppo il tempo volava e così l’incontro finì.
Poi ci fu la conferenza stampa e i 9 rappresentanti dovettero "fronteggiare" i giornalisti. La maggior parte delle domande erano chiare ed opportune tranne una, formulata da una giornalista polacca e rivolta esplicitamente al delegato russo, che chiedeva spiegazioni riguardo ai rapporti economici fra la Russia e la Polonia. Fu un sollievo vedere che il delegato russo, un ragazzone alto, biondo e gioviale, rispose freddamente e con nervi saldi che non poteva parlare a nome di tutto il suo paese e riuscì così ad evitare la "trappola".
Tutti risposero alle domande in modo molto diverso ma tutti concordavano che il J8 non doveva finire lì e che bisognava andare avanti anche quando saremmo tornati a casa.
La conferenza stampa finì e con quella anche la videoconferenza e noi tornammo alla nave perché dovevamo tutti indossare le magliette del J8, bianche e con il simbolo del J8 sopra.
Dovevamo indossare le magliette perché si dovevano fare delle foto per la stampa.
Saremmo rimasti un quarto d’ora sotto il solleone a fare le foto ma aveva uno scopo perché in breve tempo arrivarono i rappresentanti che erano stati a Heligendamm e noi gli accogliemmo eccitati perché volevamo discutere della loro esperienza ma non dovevamo sbilanciarci troppo perché da lì a breve arrivarono le mogli e i mariti dei leader del G8, circondati da una miriade di traduttori e addetti alla sicurezza.
Noi li accompagnammo al Technology Center dove, dopo innumerevoli controlli, entrammo in una sala in cui ogni delegazione nazionale incontrava a cerchi la moglie o il marito del proprio capo di stato. Noi, in quanto italiani, incontrammo la signora Flavia Prodi, moglie del nostro presidente del consiglio Romano Prodi.

Incontro con la sig.ra Flavia Prodi

Era previsto che al centro della conversazione ci fosse lo sviluppo economico dell’Africa: la Signora Prodi ci chiese spiegazioni in merito al nostro lavoro al J8 e alle nostre opinioni ed espose brevemente le sue opinioni.
Era stato molto interessante e lei ci parve molto coinvolta rispetto all’argomento, tanto che, finito il tempo a disposizione, è rimasta a tutti noi l’impressione di una donna molto cordiale e intelligente.
Dopo questo incontro c’era rimasto un po′ di tempo libero per visitare la città di Wismar.
Visitando questa città scoprimmo con piacere che era una cittadina molto interessante e molti edifici erano rimasti come erano in tempi passati; visitammo anche una cattedrale edificata, come altri edifici delle città anseatiche, in uno strano stile gotico tutto in mattoni rossi . Visto che la cattedrale è dedicata al santo patrono dei marinai St. Nikolai, c’erano delle rappresentazioni di vascelli appesi al soffitto.
Ma il tempo stringeva e dopo una bibita al bar siamo dovuti tornare alla nave per la cena.
Dopo la cena siamo tornati alla Zeghaus perché c’era la serata culturale in cui si presentavano i propri Paesi.
È stato molto divertente: abbiamo ballato la samba con la brasiliana, abbiamo bevuto il vero tè inglese con gli inglesi, ballato danze moldave e africane, mangiato sciroppo d’acero con i canadesi e molto altro ancora.
La nostra presentazione si è svolta con foto di tipici paesaggi bergamaschi, come per esempio la Val Seriana, il Campanone, la salita dello Scorlazzone, la polenta, e un bel maiale "Pig in Spirano"che ha suscitato l’ilarità della gente, già entusiasta alla visione di un "Horse in Seriana Valley".
Successivamente, sotto le note dell’Inno di Mameli, abbiamo consegnato alcuni regalini come per esempio dei pinocchietti fabbricati in Val Imagna o dei depliant e stampe della città di Bergamo e provincia e anche del parmigiano, che è piaciuto molto ai giapponesi.
Ma la presentazione più bella era stata quella dei Russi, con scenografie particolari e il suono dal vivo di un sassofono suonato direttamente da un delegato; si vedeva che l’avevano progettato da mesi.
Tornammo poi alla barca per andare a letto stanchi ma eccitati.

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8 giugno

Il giorno successivo abbiamo incominciato a discutere le attività di follow-up tra i nostri delegati nazionali: c’erano svariate idee tra cui le più realistiche come scambiarci le E-mail e le più utopistiche come andare in vacanza insieme ospiti di delegati di un’altra Nazione.
Abbiamo poi ascoltato i commenti di chi era stato ad Heiligendamm ed erano tutti molto eccitati e ci hanno parlato molto accuratamente della loro esperienza.
Successivamente siamo andati a mangiare alla barca e siamo tornati con i costumi sotto i vestiti perché saremmo andati alla spiaggia. Ma prima il comitato della valutazione ci ha proposto un questionario su cui abbiamo potuto esprimere le nostre critiche e le nostre proposte per il prossimo anno. Possiamo ben dire che ci siamo sbizzarriti!
Siamo poi andati alla spiaggia con il pullman e abbiamo notato felicemente che c’era una bella sabbia fine ed un bel mare in cui si poteva fare il bagno con tranquillità perché c’era una temperatura calda, visto che era in una baia chiusa e il comunque Mar Baltico è di per se chiuso e quindi più caldo. 

In spiaggia


Abbiamo sguazzato felicemente per un’ora, giocando a frisbee o nuotando e ci siamo poi stesi al sole sulla spiaggia.
Purtroppo, dopo delle foto, siamo dovuti tornare alla nave per cenare.
Dopo la cena siamo andati sul ponte della nave dove si è svolta la cerimonia di chiusura in cui la delegazione tedesca dava la bandiera del J8 alla delegazione del Giappone, luogo dove si svolgeranno il prossimo G8 e Junior8.
Dopo questo rito e i ringraziamenti si ballò ancora perché c’era ancora la discoteca sul ponte di poppa.

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9 giugno

Il mattino dopo ci svegliammo presto perché era il giorno della partenza. Facemmo colazione e prendemmo il Pullman per tornare a Berlino Tegel per prendere l’aereo. Arrivammo a Berlino dopo circa tre ore di viaggio vedemmo un po’ la città ed i resti del muro di Berlino dai finestrini del pullman.
Andammo prima all’aeroporto di Berlino Tegel dove, dopo saluti e pianti, prendemmo l’aereo per tornare a Linate.
Quando eravamo sull’aereo eravamo assai stanchi ma contenti di aver fatto un’esperienza simile che ha tanto arricchito le nostre menti ed i nostri cuori."

Rientrati il 9 giugno a casa, Jenni, Manuel e Juri hanno già avuto modo di sentire gli amici conosciuti al J8 e portano dentro di sé nuove prospettive nell’affrontare le grandi questioni globali del pianeta e uno sguardo "internazionale" nell’affrontare i rapporti con gli altri che li fa veramente essere "cittadini del mondo" attenti, attivi e partecipi.

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